Ho avuto
la possibilità di passare buona parte della gravidanza senza lavorare e voglio
dire che è stata una benedizione: ho potuto leggere molto sull’argomento, ho potuto fare quello che mi piaceva e che mi dava gioia, ho potuto
riposarmi, dedicarmi a me stessa ed alla bimba che stava arrivando.
Quando,
due settimane prima del termine, mi si sono rotte le acque ero pronta, ed anche
se avevo un giusto grado di paura c’era in me una buona disponibilità a
lasciarsi trasformare.
Il
travaglio è stato bello, intenso e sofferente: abbiamo deciso di partorire a
Carpi, luogo in cui il parto naturale è un valore ben chiaro alle ostetriche e
a tutto lo staff.
Il
dolore è stato un mezzo di trasformazione importantissimo e grazie al training
autogeno che avevo praticato nei mesi prima, ho saputo rilassarmi molto bene
nelle pause ed associarmi pensieri così alti e così positivi, che nel momento
in cui arrivava (la devastazione di) un dolore insopportabile ho potuto
accoglierlo e lasciare che mi invadesse come un amico.
La tentazione di fuggire
da quelle sensazioni era forte, ricordo distintamente un momento, poco prima
della dilatazione completa, in cui mi sono detta “ecco perché fanno
l’epidurale… se me la offrissero ora l’accetterei subito!”.
Per
fortuna l’epidurale non era prevista, né contemplata in quel posto.
Il
travaglio è stato per me come un lungo viaggio in un luogo nuovo, in cui ho
potuto sperimentare tre cose, di cui mi ha spesso parlato una persona speciale, che in questa occassione ho compreso profondamente e che mi sento di regalare e consigliare a tutte le
future mamme:
- · Goditela – qualsiasi cosa accada quello è un
momento di miracolosa gioia.
- · Resistere e arrendersi – resistere al bisogno di
fuggire dal dolore e arrendersi alla forza della trasformazione, che come
un’onda ti pervade completamente, lasciandoti priva di riferimenti esteriori e
donandoti una miracolosa capacità, quella di andare oltre te stessa.
- · Resta qui – che, come mi diceva sempre una
persona speciale, è vivere la magia del presente.
Consiglio, per questo argomento la lettura di due libri: