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domenica 16 settembre 2012

gravidanza: la pace dell'origine





La gravidanza è un periodo davvero speciale: in nove mesi una cellula si trasforma, facendo un lavoro d'evoluzione straordinario, fino a diventare un essere a sé, una vita vera, pronta a svilupparsi e a crescere nel mondo.

Quando noi abbiamo visto questa immagine che la moderna tecnologia 3D ci ha regalato eravamo increduli, era davvero nostra figlia? 
Finché il parto non si compie è impossibile rendersi conto veramente di tutto ciò che si sta preparando ad essere, anche leggendo mille libri, anche seguendo settimana per settimana le sue evoluzioni, anche ascoltando i segnali che ti manda, i movimenti che perpepisci dapprima come strani sfarfallii nello stomaco (a me sembravano delle bollicine che scoppiettavano), poi come qualcuno che ti bussa da dentro, e poi via via arrivano dei veri e propri calcetti, senti i cambi di posizione, il singhiozzo... oh, che incredibile miracolo comune!

venerdì 1 giugno 2012

gravidanza e parto naturale




Ho avuto la possibilità di passare buona parte della gravidanza senza lavorare e voglio dire che è stata una benedizione: ho potuto leggere molto sull’argomento, ho potuto fare quello che mi piaceva e che mi dava gioia, ho potuto riposarmi, dedicarmi a me stessa ed alla bimba che stava arrivando.

Quando, due settimane prima del termine, mi si sono rotte le acque ero pronta, ed anche se avevo un giusto grado di paura c’era in me una buona disponibilità a lasciarsi trasformare.
Il travaglio è stato bello, intenso e sofferente: abbiamo deciso di partorire a Carpi, luogo in cui il parto naturale è un valore ben chiaro alle ostetriche e a tutto lo staff.
Il dolore è stato un mezzo di trasformazione importantissimo e grazie al training autogeno che avevo praticato nei mesi prima, ho saputo rilassarmi molto bene nelle pause ed associarmi pensieri così alti e così positivi, che nel momento in cui arrivava (la devastazione di) un dolore insopportabile ho potuto accoglierlo e lasciare che mi invadesse come un amico.

La tentazione di fuggire da quelle sensazioni era forte, ricordo distintamente un momento, poco prima della dilatazione completa, in cui mi sono detta “ecco perché fanno l’epidurale… se me la offrissero ora l’accetterei subito!”.
Per fortuna l’epidurale non era prevista, né contemplata in quel posto.

Il travaglio è stato per me come un lungo viaggio in un luogo nuovo, in cui ho potuto sperimentare tre cose, di cui mi ha spesso parlato una persona speciale, che in questa occassione ho compreso profondamente e che mi sento di regalare e consigliare a tutte le future mamme:
  • ·  Goditela – qualsiasi cosa accada quello è un momento di miracolosa gioia.
  • ·  Resistere e arrendersi – resistere al bisogno di fuggire dal dolore e arrendersi alla forza della trasformazione, che come un’onda ti pervade completamente, lasciandoti priva di riferimenti esteriori e donandoti una miracolosa capacità, quella di andare oltre te stessa.
  • ·   Resta qui – che, come mi diceva sempre una persona speciale, è vivere la magia del presente.

Consiglio, per questo argomento la lettura di due libri:

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