Ciò che mi ha colpito maggiormente di questo libro è un concetto chiave, che da mesi continua a tornarmi alla mente e ad essere per me motivo di riflessione, di osservazione e di auto-critica.
Nel testo Jesper Juul sottolinea la differenza fra autostima e fiducia in se stessi.
Rappresenta l'autostima come una colonna interiore, che ci struttura e ci sostiene (in ogni prova, esperienza o avversità che la vita ci offre) e la fiducia in se stessi come misura di ciò che crediamo d'essere in grado di fare, e che viene dal riscontro esteriore a conferma delle nostre capacità (quei tanti bravo che regaliamo ai nostri cuccioli, a volte con un po' di superficialità per gratificarli e gratificarci).
Se ci manca l'autostima al primo fallimento ricevuto (con il relativo crollo della fiducia) tutto il nostro essere subisce un dolore, mentre se la nostra autostima è forte anche se falliamo in qualche impresa possiamo imparare dall'errore e rilanciare per le nostre azioni future.
Come si nutre l'autosima?
Con il rispetto per i nostri figli, con l'empatia, con l'ascolto, con l'amore.






